Come suggerisce il nome, la terapia a ultrasuoni si serve degli ultrasuoni, ossia di impercettibili onde sonore che, diffondendosi sotto forma di onde di compressione-decompressione, provocano nelle particelle del mezzo di trasmissione un movimento “vai e vieni” ad esse parallelo.

L’interazione degli ultrasuoni con i tessuti biologici produce effetti meccanici, chimici e di cavitazione; in aggiunta, la loro irradiazione viene assorbita e convertita in calore.

La terapia a ultrasuoni può essere somministrata con due modalità diverse: a contatto diretto, con testina mobile o fissa, o ad immersione.

Applicazioni della terapia a ultrasuoni

Presso il centro di fisioterapia e riabilitazione Busetto & Pontel a Pordenone la terapia con ultrasuoni viene impiegata per intervenire su varie patologie dell’apparato locomotore, specialmente nei casi in cui si desidera un effetto antalgico. Inoltre il trattamento è spesso associato alle sedute di chinesiterapia, delle quali migliora l’efficacia.

Controindicazioni della terapia a ultrasuoni

Il ricorso agli ultrasuoni è sconsigliato in presenza di mezzi di sintesi metallica e di protesi articolari metalliche, ed è controindicata in caso di processi flogistici acuti, neoplasie, lesioni cutanee o alterazioni della sensibilità.

La terapia non può essere eseguita in corrispondenza dell’area cardiaca, in quanto potrebbe interferire con i processi di conduzione e contrazione; deve essere inoltre evitata in corrispondenza dei globi oculari e della zona pelvica di donne in gravidanza. Particolare cautela deve essere poi posta durante quei trattamenti che interessano le aree in prossimità del midollo spinale dopo intervento di laminectomia.

Pacemaker e altre apparecchiature elettromeccaniche impiantate non possono essere esposti agli ultrasuoni in quanto potrebbero derivarne danni permanenti.

 

Per ulteriori informazioni potete contattare lo studio di fisioterapia Busetto & Pontel a Pordenone:

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