Test stabilometrico

Il test stabilometrico, lo dice il termine stesso, misura e quantifica numericamente la stabilità e quindi la strategia di un soggetto nel mantenere la postura in stazione eretta opponendosi alla forza di gravità. La postura è sempre più identificata come l’atteggiamento adattativo che il corpo (e mente) assume nell’opporsi alla forza di gravità; è il nostro modo di rapportarci con l’ambiente al fine di predisporci all’atto motorio volontario; è comunicazione espressiva. Addentrandoci nell’aspetto più neurofisiologico, è la contrazione di gruppi musco-scheletrici che si oppongono alla gravità, il tutto regolato dai centri superiori del sistema nervoso e dal midollo spinale. Di conseguenza il disordine posturale si traduce, prima di tutto, in una condizione di stress e di affaticamento generale e locale, e secondariamente, in fenomeni di usura destinati a configurare poi situazioni francamente patologiche degenerative.

Il controllo posturale e più in generale la funzione dell’equilibrio, sono garantiti da un sistema complesso che prevede:

  • Informazioni periferiche provenienti da recettori specifici (in primis quelli labirintici, retinici, propriocettivi, ma anche quelli tattili ed acustici);
  • L’elaborazione di queste informazioni da parte del Sistema Nervoso Centrale (SNC);
  • Output motori riflessi o volontari adeguati alle informazioni ricevute.

Quando le condizioni di equilibrio vengono meno il corpo spreca energia durante tutta la giornata al fine di gestire una condizione posturale il più funzionale possibile, ma in tale condizione si produrranno situazioni di alterazione fisica che potrà fornire le basi per uno stress che si potrà tradurre fisicamente in: facile affaticamento, tensioni, dolori localizzati o migranti, aggravato da un possibile disagio psicologico percepito e non definito che si concretizzerà in perdita di sicurezza e autostima.

La stabilometria è complementare, ma risulta indispensabile nella valutazione di un esame posturale in quanto fondamentale nella possibile interpretazione e individuazione del sistema implicato come causa del disturbo riferito che può essere di origine ascendente, discendente o di ambe due le origini: (visivo, occlusale e/o neuropropriocettivo)


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La raccolta dei dati stabilometrici, si effettua con pedane stabilometriche o piattaforme di forza  che si prefiggono di dare una stima dell’equilibrio e dei disturbi ad esso correlati. Esistono diversi tipi di pedane stabilometriche tuttavia,  per ogni pedana in commercio, spesso non corrispondono studi che ne certifichino l’affidabilità o la validità, a differenza della pedana stabilometrica Cyber Sabots in dotazione presso lo Studio di Fisioterapia e Riabilitazione Busetto e Pontel di Pordenone.

Pedana Cyber Sabots

Esempi di come si possono posizionare le zeppe Cyber Sabots: piedi disposti a 30° o paralleli.

 

centro di pressione

Esempio di rappresentazione dell’area disegnata dal centro di pressione durante il tempo di acquisizione stabilometrica.

grafico rappresentativo del bilancio posturale

Il grafico rappresentativo del bilancio posturale è costituito da 4 circonferenze concentriche. I raggi che partono dal centro quantificano ciascun parametro con un’analisi statistica. Per convenzione, lo scarto dal centro indica una degradazione posturale, quindi un passaggio graduale da ciò che viene considerato range di normalità (cerchio più interno) a ciò che sfocia verso la patologia (cerchio più esterno).

Da ricerche e studi effettuati con parametri di confronto e comparata con altre pedane stabilometriche possiamo al momento definire la pedana stabilometrica Cyber Sabots, uno strumento tra i più affidabili al mondo per il test stabilometrico.

Per maggiori informazioni potete contattare il centro di fisioterapia e riabilitazione Busetto & Pontel a Pordenone:


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